«Non riesco a dire di no anche se non mi va di fare qualcosa, perché vorrei accontentare tutti»; «Mio marito dice che sono insopportabile perché se voglio qualcosa urlo e insulto finchè non la ottengo»; «Quando mi fanno arrabbiare non riesco a rispondere a tono, però poi mi vendico di nascosto con qualche dispetto». Sono tre stili comunicativi diversi, rispettivamente lo stile passivo, lo stile aggressivo e lo stile passivo-aggressivo. Sono modalità con cui le persone gestiscono la rabbia, o cercano di ottenere ciò che desiderano, o di sottrarsi a richieste che non gradiscono. Tutte e tre, se adottate costantemente, sono però disfunzionali perché comportano degli svantaggi per sé o per la relazione con l’altro, mentre c’è una modalità più utile che garantisce non solo il benessere personale, ma anche un buon grado di civiltà nei rapporti con gli altri: l’assertività.
20-Nov-25 · Comunicazione e relazione interpersonale
Il potere della gentilezza
Compiere piccoli gesti di gentilezza non costa nulla ma apporta grandi benefici a noi e agli altri.
La gentilezza ha un ruolo centrale in psicologia, perché ha un grande impatto sulla nostra salute fisica e psichica e sulle nostre relazioni sociali. Cos’è la gentilezza? Comprende in sé diversi concetti, quali l’altruismo, la cooperazione, la sincerità, la gratitudine, la pazienza, la compassione, la comprensione, il rispetto e altri comportamenti prosociali. Può trattarsi di aiutare qualcuno in difficoltà, di sorridere, di tenera aperta una porta, di offrire qualcosa a un altro, di fare un complimento sincero, di ascoltare in modo empatico. Non parliamo di buone maniere, di cortesia fredda o calcolata, ma di una preoccupazione autentica per gli altri. Molti credono che la gentilezza sia sospetta e non possa essere genuina, che l’essere umano sia essenzialmente egoista. In realtà, già dai sei mesi di vita l’individuo mostra comportamenti affabili verso gli altri come l’offrire aiuto, condivisione e conforto.