05-Jun-26 · Psicologia del benessere
Non riuscire a piangere, perché accade?
Il pianto costituisce un prezioso strumento per ristabilire il benessere emotivo, ma alcune persone non riescono a piangere pur desiderando farlo.
Per molte persone piangere è un modo per sfogare le proprie emozioni e sentirsi meglio. In effetti, ciò che accade nel nostro corpo mentre piangiamo conferma questa percezione benefica del pianto: le lacrime liberano sostanze come gli ormoni adrenocorticotropi associati allo stress, il lisozima con potere antibatterico e l’encefalina con effetto anestetico. Queste sostanze chimiche sono peraltro presenti solo nelle lacrime associate a emozioni autentiche e non nelle lacrime che versiamo quando, ad esempio, sbucciamo una cipolla. L’ipotesi è che il pianto in una situazione emotiva sia un prezioso strumento naturale con cui l’organismo tenta di ristabilire l’equilibrio e il benessere che erano stati persi a causa di una situazione stressante, eliminando i prodotti chimici responsabili dello stress. Piangere può cambiare il mondo interiore liberando la tensione e il dolore, ma può incidere anche sul mondo esterno perché è una visibile richiesta di aiuto che induce gli altri a dare supporto, è un segnale di abbassamento delle difese che serve a inibire l’aggressività altrui e suscitare compassione. Ci sono tuttavia persone che non riescono a piangere, pur desiderandolo. Vorrebbero poter utilizzare questo strumento per liberarsi dal dolore quando stanno male, ma non riescono a versare lacrime. Questa difficoltà a piangere può presentarsi solo in certi periodi della vita oppure accompagnare tutta l’esistenza. In questo articolo approfondiremo le possibili cause per cui per una persona può essere difficile lasciarsi andare al pianto.