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13-Apr-24 · Amore, coppia, fertilità

Pensavo fosse amore… invece era narcisismo

La fase iniziale del rapporto con una persona narcisista  induce a credere di aver finalmente trovato il grande amore, ma si tratta di una pericolosa illusione.

«Mi sento in Paradiso, è quello che avevo sempre sognato», «Sono stata miracolata a incontrare lui!», «Dopo la prima settimana mi ha già chiesto di sposarci, si è innamorata follemente di me!», «È la persona perfetta, è tutto perfetto», «È troppo bello per essere vero!». Quando i miei pazienti e le mie pazienti mi descrivono così le loro relazioni sentimentali, io sento suonare nella mia testa mille campanelli d’allarme, soprattutto se so che per le loro caratteristiche corrono l’elevato rischio di incappare in relazioni affettive disfunzionali. Se sembra troppo bello per essere vero… probabilmente in effetti non lo è, purtroppo. Mi tocca così il compito della guastafeste che introduce il dubbio e incoraggia a guardare con occhio più consapevole le dinamiche della relazione, anche se, a dire il vero, è solo questione di tempo, perché ben presto, in caso di rapporti effettivamente disfunzionali, dopo l’idillio iniziale cominceranno a manifestarsi gli aspetti tossici che avviano una spirale di sofferenza da cui è sano uscire prima possibile.

Non succede solo con le personalità narcisiste. Anche con altri tipi di disturbi psicologici, è maggiore il rischio di scambiare per un grande amore ciò che non lo è. Ad esempio, una personalità istrionica, incline a vivere le emozioni con altissima intensità (e altrettanta volatilità), può contribuire a far scambiare per un grande sentimento quello che in realtà è solo uno stato temporaneo, superficiale  e rapidamente mutevole. Oppure, una personalità borderline, con la propria tendenza a idealizzare l’altro (salvo poi altrettanto rapidamente disprezzarlo), può alimentare l’illusione del sentimento grandioso e dell’amore perfetto, finché dura l’idealizzazione. Ma nel caso del narcisismo patologico, il rischio dell’abbaglio del grande amore è ancora più elevato, per le peculiari modalità con cui la persona narcisista avvia la relazione con l’altro.

Tipicamente, le persone narcisiste patologiche (che si tratti di uomini o donne) all’inizio di una relazione mettono in atto, più o meno consapevolmente, il cosiddetto “love bombing”, letteralmente un bombardamento amoroso. Si tratta di una fase intensa, travolgente, in cui ricoprono i partner di premure e plateali dimostrazioni di amore: complimenti, regali, dichiarazioni e promesse sul futuro molto precoci, attenzioni continue. Il tutto è finalizzato a sedurre, attrarre e mantenere nella propria orbita, avere il controllo sull’altro/a. Chi è destinatario di manifestazioni tanto intense si sente speciale, privilegiato, amato, desiderato come mai prima: tutto porta a concludere di aver finalmente incontrato l’amore della propria vita. Solo dopo alcune settimane o mesi,  comincia la fase di demolizione, svalutazione, continua critica e recriminazione, tipicamente esercitate dalla persona narcisista sul/sulla partner. La manipolazione psicologica basata sulla minaccia del ritiro dell’affetto e sul senso di colpa indotto nell’altro, fanno precipitare la relazione in una spirale di sofferenza da cui è difficile uscire.

L’intensità e l’apparente idillio della prima fase, insieme alla virata improvvisa e imprevista verso il suo opposto, rendono particolarmente difficile ai partner rendersi conto di essere incastrati in una relazione tossica che non è amore: «Non può essere così cambiato/a da un giorno all’altro, devo aver fatto io qualcosa di sbagliato», «Fino a ieri era tutto meraviglioso, tornerà ad esserlo», «Non posso essere stata così stupida da sbagliarmi, emozioni così si provano solo in un grande amore», «Se mi ha detto di volermi sposare dopo pochi giorni, non può finire tutto così». Purtroppo spesso la conclusione è «È colpa mia, cambierò il mio comportamento», laddove indurre il senso di colpa è proprio il principale mezzo di manipolazione della persona narcisista per sfuggire alle proprie responsabilità e tenere legati a sé gli altri, della cui dipendenza ha bisogno per nutrire la propria autostima.

Uscire da una relazione disfunzionale con una persona narcisista comporta non solo il lutto della perdita della persona stessa e di quel legame specifico,  ma anche un lutto di ben più ampia portataquello della rinuncia al sogno, al “paradiso”, al “miracolo” che per un breve tempo era sembrato finalmente a portata di mano. Equivale al doloroso prendere atto che ancora una volta il proprio sogno di un amore finalmente perfetto e totalmente appagante si rivela irrealizzabile. Alla base di questo bruciante bisogno di essere amati in modo totalizzante si trovano di solito bisogni risalenti alle prime relazioni con la propria famiglia di origine, bisogni di riconoscimento e amore rimasti insoddisfatti e che generano aspettative irrealistiche che nessun rapporto di amore sano, equilibrato e maturo potrà coprire del tutto.

Chi ha così tanto bisogno di amore purtroppo corre più di altri il rischio di non trovarlo, nel senso che, proprio per l’urgenza del suo bisogno, è attirato verso soggetti che, come la personalità narcisista, illudono di dare finalmente quelle attenzioni tanto agognate, e lo fanno in modo così convincente che la persona crede di aver finalmente  trovato il partner ideale, da preferire ad altri potenziali partner più sani, che danno in modo più maturo e realistico, più equilibrato, ma che proprio per questo non colmano quella voragine di mancanza che reclama un illusorio appagamento totale. Ci si può liberare da questa prigione solo diventando consapevoli di questo meccanismo e accettando che un amore reale e sano presenterà sempre uno scarto rispetto a delle aspettative che hanno a che fare con altro, con l’amore che da bambini avremmo voluto dai nostri genitori.

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Signorina lei ha bisogno d'affetto

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